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Arieggiare casa è fondamentale, ma soprattutto in inverno c’è un problema evidente: aprendo le finestre cambiamo l’aria, ma perdiamo anche buona parte del calore accumulato all’interno.
È proprio qui che entra in gioco il recuperatore di calore, uno dei sistemi più interessanti della ventilazione meccanica controllata, o VMC.
Permette di favorire il ricambio dell’aria negli ambienti riducendo le dispersioni termiche e può essere una soluzione particolarmente interessante nelle abitazioni moderne, negli immobili ristrutturati e nelle stanze dove umidità e condensa tendono ad accumularsi.
Ma come funziona realmente? Quanto consuma? E soprattutto: quando conviene installarlo?
Un recuperatore di calore è un dispositivo utilizzato negli impianti di ventilazione meccanica controllata per ricambiare l’aria interna cercando di recuperare parte dell’energia termica che normalmente andrebbe persa.
In parole semplici: invece di espellere semplicemente l’aria calda presente in casa, il sistema ne recupera parte del calore e lo utilizza per riscaldare l’aria nuova proveniente dall’esterno.
Il principio diventa particolarmente interessante durante i mesi freddi.
Con la ventilazione tradizionale, aprendo una finestra entra aria fredda e quella riscaldata viene dispersa. Con una VMC dotata di recupero di calore, invece, il ricambio dell’aria può avvenire in maniera controllata limitando questa dispersione.
Il funzionamento cambia leggermente in base al tipo di apparecchio, ma il principio è sempre quello di utilizzare il calore dell’aria in uscita per ridurre la differenza di temperatura dell’aria che entra.
Nei sistemi decentralizzati push-pull, per esempio, il dispositivo lavora alternando due fasi.
Durante la prima fase l’aria viene estratta dall’ambiente e attraversa uno scambiatore, spesso realizzato in materiale ceramico, al quale cede parte del proprio calore.
Successivamente il flusso viene invertito.
L’aria fresca proveniente dall’esterno attraversa lo stesso scambiatore e recupera parte dell’energia precedentemente accumulata.
Questo ciclo viene ripetuto continuamente.
È il sistema utilizzato, ad esempio, da Elicent REC Duo 100, che lavora con un ciclo push-pull di 60 secondi e uno scambiatore ceramico con efficienza di recupero dichiarata fino al 90%.
Le abitazioni di oggi sono generalmente molto più isolate rispetto a quelle di qualche decennio fa.
Infissi moderni, doppi o tripli vetri e interventi di riqualificazione energetica hanno ridotto notevolmente gli spifferi.
Dal punto di vista energetico è un vantaggio.
C’è però il rovescio della medaglia: se l’abitazione viene ventilata poco, anche l’umidità prodotta normalmente dalle persone, dalle docce, dalla cucina e dalle attività quotidiane tende a rimanere all’interno.
Da qui possono comparire vetri appannati, condensa e quella fastidiosa sensazione di aria pesante.
Una VMC consente invece di rendere il ricambio dell’aria più regolare senza dover dipendere esclusivamente dall’apertura manuale delle finestre.
Qui serve fare un po’ di chiarezza.
Un recuperatore di calore non è un prodotto antimuffa e non può risolvere qualsiasi problema presente sulle pareti.
Può però essere molto utile quando muffa e condensa sono favorite da umidità interna elevata e insufficiente ricambio dell’aria.
Ventilando continuamente gli ambienti si facilita l’espulsione del vapore acqueo prodotto all’interno dell'abitazione e si evita che l’umidità rimanga intrappolata nelle stanze.
Se invece la causa è un’infiltrazione, una perdita d’acqua o un grave ponte termico, installare una VMC senza intervenire sul problema principale non sarà sufficiente.
Meglio quindi diffidare dalle promesse del tipo “installi il recuperatore e sparisce qualsiasi muffa”.
Magari fosse così semplice.
Esistono principalmente due modi di realizzare un sistema di ventilazione meccanica controllata.
Una VMC centralizzata utilizza normalmente una macchina principale collegata attraverso canalizzazioni alle diverse stanze dell’edificio.
È una soluzione molto interessante soprattutto quando l'impianto viene previsto durante la costruzione dell’immobile o nell’ambito di una ristrutturazione importante.
La VMC decentralizzata, invece, utilizza una o più unità installate direttamente nelle stanze interessate.
Non richiede una rete di canalizzazioni che attraversi tutta l’abitazione e, proprio per questo, può risultare particolarmente pratica quando si vuole intervenire su un immobile già esistente.
Una soluzione decentralizzata può essere interessante quando si vuole migliorare il ricambio dell’aria solamente in alcuni ambienti oppure quando realizzare un impianto canalizzato sarebbe troppo invasivo.
Pensiamo per esempio a:
camere da letto nelle quali al mattino si forma frequentemente condensa sui vetri;
soggiorni utilizzati per molte ore durante la giornata;
appartamenti appena ristrutturati con infissi molto isolanti;
stanze nelle quali il ricambio naturale dell’aria è insufficiente;
abitazioni dove non è possibile predisporre facilmente canalizzazioni per una VMC centralizzata.
In questi casi si può intervenire direttamente sulla parete perimetrale della stanza.
Alcuni sistemi decentralizzati richiedono infatti soltanto un foro attraverso il muro e il collegamento elettrico dell'apparecchio.
La percentuale dipende dal tipo di apparecchio e dallo scambiatore utilizzato.
Per questo bisogna sempre verificare i dati dichiarati dal produttore anziché affidarsi a un generico “recupera il calore”.
Alcune VMC decentralizzate moderne possono raggiungere valori dichiarati molto elevati.
Il REC Duo 100 Elicent, per esempio, utilizza uno scambiatore ceramico e dichiara un’efficienza di recupero termico fino al 90%.
Questo non significa che il dispositivo “riscaldi gratuitamente la casa”.
Significa che cerca di recuperare una parte dell’energia che normalmente verrebbe dispersa durante il ricambio dell’aria.
Ed è una differenza abbastanza importante.
No, soprattutto se parliamo di unità decentralizzate progettate per funzionare continuamente a bassa velocità.
Questi apparecchi utilizzano piccoli ventilatori e vengono generalmente dimensionati proprio per poter restare accesi molte ore al giorno con consumi contenuti.
Il concetto alla base della VMC, infatti, non è accendere il dispositivo per dieci minuti quando l’aria diventa irrespirabile.
Il funzionamento più efficace è normalmente quello continuo e controllato, mantenendo un ricambio d’aria regolare.
Elicent, ad esempio, progetta REC Duo 100 per il funzionamento continuo 24 ore su 24 alla velocità minima.
È uno degli aspetti da controllare con maggiore attenzione, soprattutto quando la VMC deve essere installata in una camera da letto.
Nella scheda tecnica bisogna quindi verificare il valore di pressione sonora alle diverse velocità e non fermarsi solamente alla portata d’aria.
Più aria viene movimentata, infatti, maggiore può essere il rumore generato.
La soluzione migliore non è necessariamente acquistare la macchina con la portata più elevata possibile, ma scegliere un apparecchio correttamente dimensionato per l’ambiente.
Non necessariamente.
Il numero di unità dipende dalla disposizione dell'abitazione, dal volume degli ambienti, dalla quantità di aria da ricambiare e dalla tipologia di sistema utilizzato.
Esistono inoltre recuperatori progettati per funzionare singolarmente e altri che lavorano in coppia.
Nei sistemi push-pull accoppiati, mentre un apparecchio estrae aria, l’altro può immetterla, invertendo successivamente il funzionamento.
È quindi fondamentale verificare le indicazioni del produttore prima dell’acquisto.
Per chi cerca una VMC decentralizzata senza realizzare un impianto canalizzato, una delle soluzioni disponibili è Elicent REC Duo 100.
È un'unità di estrazione e immissione dell'aria con recupero di calore progettata per essere installata a coppia nello stesso ambiente oppure in due locali separati.
Utilizza un sistema push-pull a flusso alternato con inversione ogni 60 secondi e uno scambiatore ceramico che accumula il calore durante l'estrazione e lo restituisce durante l'immissione.
L'installazione richiede un foro da 100 mm nella parete perimetrale e il produttore dichiara un'efficienza di recupero termico fino al 90%.
CONSULTA QUI I RECUPERATORI DI CALORE
Il prezzo non dovrebbe essere l’unico parametro.
Prima di scegliere conviene confrontare soprattutto:
Portata d’aria. Deve essere adeguata alle dimensioni e all'utilizzo dell'ambiente.
Rumorosità. Diventa particolarmente importante in camere da letto e studi.
Efficienza del recuperatore. Indica quanto calore il sistema è in grado di recuperare nelle condizioni previste dal produttore.
Consumo elettrico. Un apparecchio destinato al funzionamento continuo deve avere assorbimenti contenuti.
Filtrazione. I filtri devono essere accessibili e semplici da pulire o sostituire.
Diametro e spessore della parete. Prima dell'acquisto bisogna verificare la compatibilità dell'apparecchio con il punto di installazione.
Modalità di funzionamento. Alcuni modelli lavorano singolarmente, altri richiedono o consigliano l'utilizzo di più unità coordinate.
Controllo dell'umidità. Alcune versioni dispongono di sensori o umidostati che permettono di aumentare automaticamente la ventilazione quando necessario.
Se ogni giorno si aprono le finestre diverse volte soltanto per eliminare aria pesante e condensa, una VMC merita sicuramente di essere presa in considerazione.
Lo stesso vale quando si sono installati nuovi infissi molto isolanti e ci si accorge che l’abitazione trattiene perfettamente il calore... insieme però anche a tutta l’umidità prodotta all’interno.
Un recuperatore di calore permette di affrontare il problema in modo più razionale: ricambiare l’aria cercando di disperdere meno energia possibile.
Nelle nuove costruzioni può essere previsto un sistema centralizzato.
Negli edifici già esistenti, invece, una VMC decentralizzata può offrire una soluzione decisamente meno invasiva.
L'aspetto fondamentale resta scegliere il sistema in funzione dell'ambiente e non semplicemente il prodotto con il numero più alto scritto sulla confezione.
Elco Ingross Nel 1995 inizia la sua attività in un piccolo punto vendita con sede a Catanzaro, nel corso degli anni ha costruito però le basi e acquisito l’esperienza necessaria per raggiungere obiettivi di crescita, strutturali ed organizzativi, fino a confluire nel settore della distribuzione specializzata.
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